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Emilio Butragueno Emilio Butragueno
El Buitre
Emilio Butragueno, più noto come "el Buitre", è a tuttoggi il più prolifico bomber della nazionale iberica.
Tutti ricordiamo "l'avvoltoio" (questo è il significato del soprannome) con la bianca casacca del Real Madrid, artefice dei successi dei merengues nella Liga prima ed in Europa poi.
La sua carriera è legata in maniera totale al club di Madrid: nato nel 1963 (naturalmente a Madrid, il 22 luglio), debutta nel Real Madrid B (terza divisione) guadagnandosi subito l'appellativo di "el Buitre" (l'avvoltoio) per la sua rapacità nell'area di rigore: una capacità di opportunismo, un senso del gol, un fiuto della porta, che accompagnarono poi tutta la sua carriera.
Nella stagione 1983/84 approda in prestito al Castilla (squadra satellite del Real), dove, insieme ad altri futuri talenti del Real (come Michel, Martin Vazquez e Manuel Sanchis), vince il campionato di serie B.
Nel 1984 arriva anche la prima convocazione nella nazionale under 21 (15 novembre, contro l'Olanda) realizzando la rete che darà la vittoria alla Spagna.
Sempre lo stesso anno, esordisce in prima squadra, contro il Cadice: l'avventura nella Liga è iniziata e Butragueno saprà lasciare un'impronta indelebile.
Partecipa anche ai campionati europei (sempre nell'84), ma non entra mai in campo: l'esordio nella nazionale maggiore è contro il Galles (17 ottobre), quando segna anche una rete nella vittoria per 3-0 contro il Galles.
Il Real viene da anni di vacche magre: sono lontani i fasti degli anni '60, quando faceva incetta di trofei europei oltre che spagnoli.
L'arrivo di Butragueno e degli altri giovani talentuosi, coincide col ritorno alla vittoria in coppa: nel 1985 le Merengues conquistano la Coppa Uefa (4 gols in 11 partite per il Buitre), concedendo il bis l'anno seguente.
In nazionale Butragueno è molto prolifico: tre gols nelle prime tre partite da titolare.
L'apice lo raggiunge durante i mondiali del 1986: la Spagna affronta la Danimarca di Laudrup, Jesper e Olsen e gli iberici vanno subito sotto di una rete.
Al 43' del primo tempo, sfruttando il suo istinto opportunistico, el Buitre approfitta di un retropassaggio errato per realizzare il gol del pareggio.
Nella ripresa Butragueno dilaga, realizzando altre 3 reti: una di testa, poi in azione solitaria ed, infine, su rigore.
Butragueno segnò 5 reti in quei mondiali, terminando secondo nella classifica marcatori.
In seguito partecipò agli europei del 1988 ed ai mondiali del 1990 in Italia.
La carriera con la nazionale termina nel 1992, contro l'Eire (18 novembre 1990) ed è un addio duro per le furie rosse: Butragueno resta il miglior marcatore della storia della nazionale spagnola, capace di segnare per ben due volte 4 reti in una sola partita (oltre che alla Danimarca nel 1986, riuscì nell'impresa anche contro l'Albania nel 1990), incarnazione dell'attaccante di razza, che univa immense doti tecniche ad un fiuto per il gol davvero raro, tipico solo dei più grandi fuoriclasse.
Nella carriera col club, invece, vanta la bellezza di 6 titoli della Liga, un titolo di miglior cannoniere, per non contare i successi europei ed internazionali.
Chiuse la carriera con il club nel 1995, partecipando alle segnature nel match contro la Roma (4-0 per gli spagnoli).
Nell'immaginario collettivo Butragueno rimane uno degli attaccanti più ammirati e (nel caso di tifosi di squadre avversarie) più temuti.
Era quasi impossibile che sbagliasse un tiro in porta una volta dentro l'area di rigore, come era impossibile che perdonasse gli eventuali errori dei difensori, comportandosi proprio come un avvoltoio, d'altronde è o no "el Buitre"?


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